Fermiamo la strage sulle strade

Questa pagina è dedicata alle iniziative che il gruppo "Vivi la strada.it" di Acquappesa organizza sul territorio in rete anche con altre associazioni ed enti al fine di sensibilizzare ai problemi della sicurezza stradale e di prevenire rovinosi e drammatici incidenti stradali. Le azioni non saranno rivolte solo alla richiesta di messa in sicurezza delle strade, soprattutto, della Statale 18, e a sollecitare al rispetto del Codice della stradale, ma anche alla prevenzione sociale di fenomeni che risultano tra le prime cause degli incidenti stessi quali disagio giovanile, delinquenza comune, abuso di alcool e stupefacenti, con la prospettiva d'intensificare le interazioni positive, il dialogo, il rispetto degli altri, gli sguardi verso le bellezze che ci aiutano a vivere bene il territorio.


Iniziative ed eventi


Ambasciatori di sicurezza


Nella Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, il 23 novembre 2014, con il gruppo parrocchiale di "Vivi la strada" abbiamo organizzato la celebrazione della liturgia domenicale cominciando a mettere in atto un'iniziativa di sensibilizzazione tesa a responsabilizzare il potenziale utente stradale. Un modo per essere vicini alle vittime e ai familiari delle vittime della strada.

 

NON VOGLIAMO PIU’ INCIDENTI STRADALI. Per questo ci siamo chiesti come contribuire nel nostro piccolo. Come volontari del gruppo parrocchiale “Vivi la strada”, riteniamo che la parrocchia possa sostenere un processo educativo, personale e della comunità, che guardi al positivo e in modo da valorizzare ciò che di meglio possiamo fare in prima persona. In definitiva, anche in riferimento a teorie pedagogiche e psicologiche provenienti in particolare dal costruttivismo, pensiamo di poter agire sul modo in cui percepiamo noi stessi e gli altri condizionando, di conseguenza, anche i nostri comportamenti. Pertanto vogliamo offrire il nostro ringraziamento a chi ogni giorno è AMBASCIATORE DI SICUREZZA.

Per l'occasione hanno portato la propria significativa presenza durante la celebrazione della Messa i rappresentanti delle forze dell'ordine: le forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia di Stato, Finanza, Capitaneria di Porto, Polizia urbana; i rappresentanti dei presídi scolastici garanti di legalità e democrazia, di prevenzione sociale; medici e il personale infermieristico; non da ultimo le istituzioni locali che rappresentano un significativo baluardo per il mantenimento della pace sociale, ma anche tante associazioni: la CRI, sezione di Guardia P.se e provinciale, le associazioni sportive “Comprensorio Terme Luigiane”, Team Basile e di formazione come la FIN sez. Salvamento, le associazioni di volontariato Social Club di S. Iorio “Erika Tripicchio”, Libera università popolare “N. Carrozzino” e, non da ultimo, l’Associazione Vittime e familiari della strada “I nostri angeli”.

Tutte realtà con cui vogliamo lavorare in rete.

Questi modelli positivi presentiamo ai nostri giovani perché anche loro, come AMBASCIATORI DI SICUREZZA, sappiano infondere SPERANZA nell’ambiente in cui vivono. Che ciascuno di loro sappia porsi accanto a chi incontra senza paura di mettere a disposizione di tutti i talenti che Dio gli ha donato.

 

In questo giorno, anche nel ricordo delle TANTE VITTIME DELLA STRADA, possiamo pensarci come AMBASCIATORI di SICUREZZA se posso dire a me stesso, a me stesso/a:

«Sarò AMBASCIATORE di SICUREZZA tutte le volte che, incrociando altre persone, in qualsiasi ambito della vita (dalla strada, alla scuola, agli uffici, a casa, in parrocchia, al bar, in palestra…) avrò pensato a me stesso come il possibile destino di colui che incrocio facendo in modo che questo destino sia sempre all’ombra della BELLEZZA.

 

Oggi pensiamo di poter gettare un piccolo seme nella preghiera, ma vorremmo che quest’idea diventasse un progetto istituzionalizzato,  robusto e capillare, per la nostra comunità.

 

Francesca Rennis

 

 


LA GIORNATA IN RICORDO DELLE VITTIME DELLA STRADA – 23 novembre 2014 –

vuole portare in primo piano le persone positive che sanno donare speranza agli altri attraverso piccoli gesti quotidiani che troppo spesso passano inosservati, ma che sono a fondamento del nostro vivere civile.

 

IDENTIKIT DEL NOSTRO AMBASCIATORE DI SICUREZZA

 

E’ un giovane o una giovane cui piace la vita e sa esprimerlo

-         Ridendo con i compagni e le compagne

-         Praticando sport

-         Navigando su Internet con perspicacia e acutezza

-         Studiando con curiosità e interesse

-         Abbracciando le esperienze positive che si presentano ogni giorno

-         Rispettando i genitori, gli insegnanti e tutti gli adulti che incontra e che vivono vicino

-         Che sa fare scelte moderate che non siano d’intralcio agli altri

-         Che sulla strada non va di fretta, perché sa essere prudente

-         Segue le regole del codice stradale con la consapevolezza che sulla strada incrocia altre vite

-         È consapevole dei pericoli che può incontrare per strada e in ogni altro luogo

 

 

L’identikit del nostro ambasciatore di sicurezza è quello di un giovane che sa infondere SPERANZA a chi gli vive vicino e a chi incontra senza aver paura di mettere a disposizione di tutti i talenti che Dio gli ha donato.

 

 

Chi può essere ambasciatore di sicurezza? Tutti. Tutti noi ma soprattutto i nostri giovani.

 


Camminando, la bellezza

La mostra collettanea di fotografia, pittura e disegno che invita a valorizzare la bellezza dei nostri luoghi

La bellezza focalizzata da dipinti e fotografie ha bilanciato il dolore incolmabile lasciato dalle stragi sulla strada. Dal convegno di presentazione della mostra “Camminando, la bellezza” l’invito a promuovere prassi virtuose che impediscano incidenti mortali sulle nostre strade, per avviare invece sinergie e reti di solidarietà tra associazioni e società civile e l’impegno delle istituzioni nella messa in sicurezza soprattutto della Statale 18. Affianco al gruppo “Vivi la strada.it” della parrocchia Santa Maria del Rifugio di Acquappesa c’erano il parroco don Giacomo Minervino, il CSV di Cosenza e il Consorzio delle Proloco “Riviera dei Cedri” Alto Tirreno cosentino con Antonello Grosso La Valle, il Team Basile con Luciano Basile, la DGM Informatica con Daniele Maltese, l’associazione Molaki con la vicepresidente Nuccia Daniele, l’associazione “I binari della vita” con Tania Guido.

Claudia Andreoli, presidente del consiglio comunale di Acquappesa, e Jenni Bottino, vicepreside della scuola ospitante l’iniziativa, l’Istituto tecnico per il turismo, hanno portato i saluti istituzionali avviando i lavori del convegno, le cui intenzionalità sono state spiegate dall’ideatrice stessa, Francesca Rennis, che ha moderato i lavori insieme ad Antonello Grosso La Valle. Momento di particolare attenzione e commozione per il numeroso pubblico, proveniente anche da Cosenza e Catanzaro, oltre che dai paesi limitrofi, è stata la presentazione del video da parte di Antonio Coladonato, presidente dell’associazione “Vivi la strada.it” giunto per l’occasione da Putignano. Un video di forte impatto emotivo con scene che non si dovrebbero mai incontrare sulle nostre strade che, pure, evidenziava gli aspetti positivi del volontariato e della collaborazione con le forze dell’ordine. Il presidente della giuria esaminatrice le due sezioni in concorso, il critico d’arte Carlo Andreoli, apprezzando il titolo della manifestazione, ne ha evidenziato le suggestioni evocatrici e ha descritto il lavoro svolto dalla commissione formata dallo stesso Coladonato, da Maria Josè D’Alessandro (docente UniCal e responsabile regionale Masci), Anna Laura Cittadino (poetessa e presidente associazione Gueci di Rende) Maddalena Panaro (presidente Vittime della strada di Paola), Luigi Leporini (scrittore, ex Dirigente scolastico), Mimmo Maio (presidente sezione Italia Nostra di Fuscaldo), Concetta Grosso (esperta Politiche di pari opportunità), Anna Maiolo (artista ed ex docente Istituto d’arte di Cetraro), Agostino Orlando e Ludovico Quercia (fotografi di professione). Premiati per la sezione pittura/disegno: Max Lanzillotta, Maria Iofalo e il Liceo artistico di Cetraro; per la sezione fotografia: Marianna Borriello, Marta Cassano e Maurizio Cauteruccio. Anche la poesia è stata protagonista con i versi di Anna Laura Cittadino, Anna Fragale, Emanuela Minisci, Gaetanina Iazzolino, Armando Nesi, Franco Del Buono, Antonietta Abbastante. Una targa in ricordo di Maria ed Erica Brusca, offerta dai laboratori dell’associazione “I binari della vita” è stata consegnata, su indicazione e valutazione del gruppo parrocchiale, all’opera dell’artista Francesco Bulzis.

 

 

Francesca Rennis




Presentazione del libro

   

Statale 18


di Mauro F. Minervino

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Sabato 15 febbraio 2014

Acquappesa (CS) - ore 17:00

Sala parrocchiale della Marina

 

Sarà presente l'autore

 

 

Una strada non è solo una strada. Il gruppo parrocchiale di “Vivi la strada.it” di Acquappesa ha organizzato per sabato prossimo 15 febbraio 2014, presso la sala parrocchiale della marina, la presentazione del libro dell’antropologo Mauro F. Minervino “Statale 18”, Ed. Fandango. Le motivazioni sono spiegate in una recensione di Francesca Rennis, promotrice dell’evento, sul suo blog: “La strada porta con sé il vissuto delle persone, le loro relazioni sociali, le politiche messe in atto in quel territorio. Nel momento in cui ne sente la necessità, l’uomo moderno afferma il suo dominio attraverso quel tratto di asfalto che trascina le merci e gli individui verso una civilizzazione che rivela il lato arcano di una violenza considerata naturale. Quella imposta da una ragione che pensa di poter controllare anche il progresso civile delle comunità che ne sono attraversate. Il Tirreno senza la sua statale avrebbe altre connotazioni, avrebbe mantenuto anche le sue povertà ancestrali, ma non ne avrebbe conquistate di altre, quelle connesse ad uno sviluppo motivato da profitti e dalla perdita di solidarietà sociale”.

L’incontro prevede la visione di un video, il dibattito aperto con l’autore, la lettura di brani e poesie.

 

“La strada racconta il nostro modo di essere, i nostri limiti sociali e politici – scrive in una nota il gruppo – che il libro riesce a spiegare restituendoci una maggiore consapevolezza dei nostri luoghi e del nostro rapporto poco sostenibile con l’ambiente”.