"La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile". (Aristotele)


La Sciarpa della Pace, simbolo di memoria e valori da condividere

Ad ottobre le riprese per un docufilm

Un progetto ambizioso che lega con un filo di lana storia, arte e valori condivisi da memoria e solidarietà e che sarà documentato in un film.  “La Sciarpa della Pace Sul Filo della Cultura per non perdere la Memoria” ha stretto in un abbraccio generazioni diverse, luoghi e comunità diverse. Ha attraversato vicoli e strade della Calabria coinvolgendo anche paesi di altre regioni come Avetrana (Puglia), San Martino in Pensilis (Molise), Monreale (Sicilia), fino in Romania, alla comune di Bascov, dove è stata interessata in modo particolare la Scoala Virgil Calotescu. Al progetto, avviato dalle mani sapienti delle donne calabresi che hanno lavorato all’uncinetto mattonelle colorate poi cucite insieme, hanno aderito come testimonial personalità a livello internazionale come Noa e Maru Pitton e della politica come il presidente dell’Albania Ilir Meta, oltre ai numerosi sindaci delle cittadine attraversate e diversi vescovi. Instancabile l’ideatrice Maria Brunella Stancato, presidente regionale di Senior Italia Calabria e manager del Terzo settore. Già nel 2017, quando è stato avviato il progetto, avvertiva la necessità, raccolta anche dai tanti gruppi di aggregazione aderenti alla Senior Italia, di rendere protagoniste le persone anziane in un’attività tradizionale nel mondo contadino qual è quella della narrazione. Una narrazione alle giovani generazioni che si è fusa con la memoria storica racchiusa dai nostri paesi, dove sono presenti monumenti ai caduti e storie legate al totalitarismo, al dramma delle deportazioni nazifasciste.

 

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Una firma per tutelare il "bene comune"

Fino al 20 agosto. A favore della legge di iniziativa popolare proposta dal Comitato "Stefano Rodotà"

L’aria che si respira se è di tutti vuol dire che non è di nessuno e quindi può essere anche inquinata? No, è un bene comune.

E l’acqua per la quale abbiamo sottoscritto nel 2011 un referendum è di chi ne possiede di più e può quindi inquinarla? No, è un bene comune.

E i fiumi, i torrenti e le loro sorgenti; i laghi e le altre acque; i parchi, le foreste e le zone boschive; le zone montane di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i lidi e i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fauna selvatica e la flora tutelata; i beni archeologici, culturali, ambientali e le altre zone paesaggistiche tutelate? Anche questi sono tutti “beni comuni”.

 

E perché proprio ora un interesse tanto alto per la loro tutela?

 

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(ma è così ovvio!!!!)