"La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile". (Aristotele)


Un mondo in confusione? Nel blog alcune riflessioni, letture e ri-letture per tentare una comprensione della nostra realtà contemporanea da ottiche diverse. Dai problemi di genere, a quelli dell'emarginazione sociale, alle speculazioni pedagogiche e filosofiche, alle rappresentazioni iconografiche. 


Per quanto fin qui detto e fatto, considero un atto di coerenza interna prendere posizione a favore del NO. Sono, infatti, convinta che i cambiamenti apportati alla nostra Carta costituzionale provocheranno, qualora passasse la riforma Renzi-Boschi, un'involuzione della coesione sociale già messa in crisi dalla fragile congiuntura economica globale e dai processi di immigrazione.

 

 

L'INIZIATIVA: Ombrellone per ombrellone

 

 

APPROFONDIMENTI:

  • "Referendum...almeno 6 motivi per il NO" di Silvio Gambino e Walter Nocito - docenti UniCal di Istituzioni di Diritto Pubblico. Articolo apparso su Il Quotidiano del Sud di giovedì 4 agosto 2016, p. 18

Il dibattito:

  • "Le 13 ragioni per votare SI" di Enrico Caterini, docente UniCal
  • "Diagnosi e terapie" di Silvio Gambino e Walter Nocito

 

Emendamento di Carlo Galli alla riforma costituzionale sulla DELIBERAZIONE DELLO STATO DI GUERRA DA PARTE DEL PARLAMENTO

 

 

Per una più ampia informazione rimando al sito nazionale dei Comitati per il NO:

 

 


Ascoltate i miei figli. Un raggio di solo nell'impossibile

E' uscito il mio secondo libro con introduzione del prof. Giuseppe Magurno e tavole in acquerello del maestro Francesco Bulzis. Dopo essermi occupata in Nessuno mi chiese mai  della comunicazione disfunzionale tra i due generi e della violenza sulle donne, in quest'ultimo affronto il tema dell'ingiustizia sociale e del dolore che provoca sulle persone. Il libro comprende un breve saggio e poesie accomunati da una ricerca di comprensione del presente, laddove si costruiscono muri di divisione, sofferenze e lutti. Un testo costruito nel tempo, parallelamente a studi e letture sul pensiero meridiano, la Shoah, le tensioni tra legalità e legittimazione delle leggi, globalizzazione e responsabilità etica, i limiti della democrazia e i pericoli dei fondamentalismi. Il testo vuole essere un richiamo alla tolleranza, alla condivisione, all'ascolto delle nuove generazioni, quelle che stanno subendo e continueranno a subire perdite esistenziali ed economiche, ma anche una sollecitazione alla memoria etica.

 

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La recensione del prof. Roberto Musì, che ringrazio per l'interesse, anticipa questa pubblicazione.

 


L'indicibile libertà

L'esperienza educativa nella Casa Circondariale di Paola in questo saggio che ho avuto il piacere e l'onore di vedere pubblicato su I sentieri della ricerca, Rivista di Storia Contemporanea diretta da Angelo Del Boca, n. 19/20, Torino, pp. 159-181


 «Il vero viaggio di scoperta

non consiste nel cercare nuovi paesaggi,

ma nell’avere nuovi occhi».

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

 

Difficile trovare un carcere all’interno di uno spazio cittadino. L’architettura carceraria corrisponde ad un pensiero ancorato nelle radici storiche dell’occidente, come ha dimostrato in diverse opere Michel Foucault. Quegli spazi vuoti tra l’edificio e la sua città ricalcano, come un fossato intorno al suo castello, sentimenti e pregiudizi, paure e oppressioni che attendono di essere guariti. Spazi vuoti ovvero senza tracce di integrazione con la città.

 

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La musicalità "esoterica" della Divina Commedia

Per quanto possiamo sforzarci di comprendere e apprezzare un testo come la Divina Commedia, ne percepiamo pur sempre una certa lontananza, un qualche elemento sfuggente, sfocato, difficile da mettere a fuoco per i nostri occhi di contemporanei immersi in forme culturali sempre più disciplinari e ghettizzate, e così possiamo solo lontanamente intravedere la sovrapposizione di tensioni, paradigmi e conoscenze di quel tempo.

 

Il testo di Adriana Sabato apre un varco in questa dimensione “composta” e “composita” della Divina Commedia dantesca.

Lo intravede, forse ancora in lontananza, ma indica una strada ancora da esplorare pienamente. Quella di individuare il sostrato culturale, originario, da cui derivano assonanze e dissonanze musicali dei versi. Laddove, ad esempio, raccoglie i richiami a voci pitagoriche e agli aspetti polisemici dei versi.

 

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Il feudo del Pantano e di Acquappesa

di Leonardo Iozzi

Nel mio lavoro Cetraro – Notizie storiche,  Mit. Cosenza 1973, in merito alla conferma della donazione del nostro paese all’Abbazia di Montecassino, affermavo che, nel 1090 Cetraro «aveva dei confini ben precisi che andavano dal fiume di S. Maria Lascosa al fiume Acqua Putrida (oggi Fiume Bagni) e dalle cime dei monti al mare».

 

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Francesco Bulzis, l'arte come denuncia

Francesco Bulzis è un artista eclettico che sa trasferire nelle diverse tecniche utilizzate, dall'acquerello all'olio alla scultura, emozioni e ragioni. Un'esperienza artistica che lo porta dal piccolo centro calabrese di Cetraro, dove ha frequentato la bottega del maestro Luciano Landi, pittore impressionista del Novecento, anche in paesi di culture diverse per rintracciarvi, oltre la quotidianità, i segni dell'umano trascurati dai poteri globalizzati e dalla corsa al profitto.

 

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Vittorio Sereni, la Shoah come sottofondo

Le poesie di uno dei maggiori letterati del Novecento italiano su Germania e Olanda dopo lo Sterminio, tratte dalla sezione Apparizioni e incontri del testo Gli strumenti umani.

 

Poesie proposte da Manuela Magurno nella sua tesi di Laurea Lettura de "GLI STRUMENTI UMANI" di Vittorio Sereni, UniCal, A.A. 2006-2007

 

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  Nella memoria la "restitutio" della dignità, il senso di una sfida

Al fondo
del crepaccio dei tempi
nel favo del ghiaccio
attende, cristallo di fiato,
la tua non intaccabile
testimonianza.

Paul Celan, Cristallo di respiro, 1965

 

 

Questa riflessione nasce dall'interesse pluriennale sulla Didattica della Shoah e, soprattutto, dall'esperienza progettuale presso L'IIS-LS "G. Galilei" di Trebisacce.

Impegno professionale e cittadinanza attiva proseguono di pari passo nel recupero della memoria storica riferita alle atrocità europee nel periodo della Seconda Guerra mondiale, con lo sterminio nazista, l’esilio dalmato-istriano e i delitti delle foibe senza lasciare in secondo piano gli altri genocidi.


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27 gennaio 2016 - GIORNATA DELLA MEMORIA

Parte prima


27 Gennaio 2015 - GIORNATA DELLA MEMORIA


Le emozioni nell'educazione alla legalità

Le emozioni hanno una loro sapienza. La consapevolezza di sé che conduce all’autodeterminazione intenzionale e progettuale non può prescindere dalla trama emozionale della propria esistenza. Quella stessa che condiziona in modo mai neutrale le nostre percezioni e la nostra conoscenza del mondo.

 

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Iniziative e manifestazioni sul Tirreno cosentino


Aggiornata la pagina di Alessandro Citro con l'articolo

L'adolescenza, le sua sfaccettature

 


La RECENSIONE su NEWZ.IT


Oltre il nichilismo, oltre il bullismo

Episodi eclatanti, spettacolarizzati dall’onda mediatica dovrebbero invece trovare una mediazione diversa, essere compresi, contestualizzati in modo diverso rispetto alla semplice notizia di cronaca. Gli effetti di emulazione a tanto clamore sono scontati. E così, gli ultimi fatti relativi al cyberbullismo e bullismo scolastico, che hanno indotto al suicidio le vittime designate dal branco, reclamano solo una fugace attenzione senza lasciare spazio a riflessioni ulteriori.

 

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La bellezza come movente etico. Eco-riflessioni

Recensione al libro

Statale 18

di Mauro F. Minervino

 

Se non ci fosse la Statale 18 gli spostamenti sarebbero molto lenti, si dovrebbe ancora usare parte di quella vecchia statale nata sulle ceneri della borbonica Strada per le Calabrie che asseconda le pendici dei monti dal Pollino fino alla catena costiera dell'Appennino Paolano. Non ci sarebbe turismo di massa con gli ingorghi estivi e non ci sarebbero stati neppure abusivismo e quella speculazione edilizia che si presenta nelle forme di complessi turistico-alberghieri, villaggi turistici, centri commerciali. Se non fosse stata costruita quest’arteria tanto imponente, esorbitante, non ci sarebbe stato l’ampliamento e lo snaturamento dei centri storici, ormai abbandonati a se stessi e il fuggi fuggi verso realtà economiche più fluenti per il mercato.

 

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MA QUANTI FEMMINICIDI?

Recensione al libro

Banditi e schiave. I femminicidi

di Arcangelo Badolati e Giovanni Pastore

 

Ma quante sono le forme di femminicidio? Già il contatto con la copertina di questo libro pone una domanda impellente. Ma le domande si accavallano man mano si va avanti con la lettura perché si vorrebbe capire da dove nasce tanta brutalità sul genere femminile.

 

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27 gennaio 2014 - GIORNATA DELLA MEMORIA

Per non dimenticare...

... che la ragione genera mostri

Non dovremmo dimenticare lo sterminio nazista per non dimenticare che è stato generato dalla nostra stessa ragione occidentale, quella ragione figlia del pensiero illuminista e romantico che ha portato nel ventre dell’ideologia nazista quei semi rigogliosi anche ai nostri tempi.

Mi riferisco al pensiero positivista con la fiducia assoluta nella tecnica e nel consumismo di massa come sviluppo di una società liberale, all’idea nazionalista maturata da Fichte nei “Discorsi alla Nazione tedesca” fino ad Hegel con la sua tesi sullo Stato etico. Con la morte di Dio e l’esaltazione dello spirito dionisiaco nella volontà di potenza, poi Nietzsche non ha fatto altro che portare, seppure in modo involontario, altra linfa alla costruzione ideologica del soggetto dominatore.

 

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Shoah

 

Ombre lontane

s’avvicinano

al passo trionfale della morte.

 

Tiepide aurore

non saranno più soli.

Lugubri brusii

emersi da un oceano

di onde tecnologiche

come vivide parole

falciano sogni e vita.

 

Sentieri spianati

da una legalità che puzza di marciume

dove l’uomo perde la propria essenza

e la storia trova la sua rivolta

nella vittima che annienta il carnefice.

 

Francesca Rennis


L'urlo

Voce recitante Rossella Gaudio


Sorriso

di Alessandro Citro

Il tempo, un rapporto educativo riscoperto negli anni. Emozioni raccontate da un adulto che non dimentica il suo maestro dei primi anni di scuola. Una storia che si presta a riscoprire l'atmosfera natalizia.

 

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Sorriso avanzava a passi ampi dal fondo del corridoio.

La sua figura si ingrandiva sempre di più e calcolavo il tempo che rimaneva per trovarmelo davanti.

Quel giorno, però, ero fortunato. C’erano loro, i pargoli salvatori.

Paolo si nascondeva dietro una delle colonne dell’ampio corridoio ed era elettrico nel trovare la posizione più adatta per nascondersi. Urania, invece, osservava calma tutte quelle gambe che le mulinavano intorno, tante da far girar la testa ma lei controllava tutto con i tratti di chi la sa lunga già a tre anni.

 

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Alla ricerca di frammenti identitari, fa capolino la Calabria alternativa



Contro la violenza di genere, per una politica di genere e pari opportunità

Condivido e pongo all'attenzione di chi mi segue quest'articolo di Titti Carrano, presidentessa dell'associazion D.i.re., Donne in rete contro la violenza. Dietro le parole giudizi e stereotipi difficili a morire anche nel linguaggio al femminile.

 

Il femminicidio secondo il tg1

 

E per una cultura, politica, economia delle pari opportunità alcune proposte e riflessioni:


Porta del sangue - Guardia P.
Porta del sangue - Guardia P.

Il 5 giugno si commemora la strage dei Valdesi avvenuta a Guardia Piemontese nel 1561. Per non dimenticare la violenza inaudita subita da una popolazione povera e dedita alla preghiera e al lavoro ad opera della Chiesa di Roma.

 

 

Il movimento valdese

La tolleranza, un fiore della memoria storica

450 anni fa la strage dei Valdesi. Un monito per il futuro

di Francesca Rennis

 

Testimonianza del Pastore valdese di Cosenza Vincenzo Sciclone

Dai preziosi archivi di Paolo Gonzales


Riflessioni sulla strage di Piazza della Loggia

28 maggio 1974 - 28 maggio 2012

 

Discorso letto a colleghi e alunni del liceo classico “Arnaldo” di Brescia, nel cortile della scuola, in occasione del trentottesimo anniversario della strage di Piazza della Loggia.

 

Della strage di Piazza della Loggia conservo, nonostante gli anni trascorsi, un ricordo nitido e terribile, che aggalla anche ora con la forza di un’immagine antica.

 

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“La libertà che guida il popolo” di Delacroix e la sua copia

Spunti per una riflessione

«Non c’è bisogno di armi,

di violenze fisiche,

di costrizioni materiali.

Ma uno sguardo. Uno sguardo

che sorveglia

e che ciascuno,

sentendolo pesare su di sé,

finirà con l’interiorizzare».

 

Michel Foucault

 

La copia di un’opera d’arte è anch’essa opera d’arte? Cosa distingue l’autenticità di un’opera d’arte? E’ sufficiente la perfezione di una riproduzione artistica perché questa diventi opera d’arte? Domande che s’intrecceranno ai contenuti di un’opera straordinaria come fu quella di Eugene Delacroix divenuta modello per la statua della Libertà a New York e duplicata dall’artista di origine cetrarese Antonio Occhiuzzo, su richiesta di un acquirente.

 

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Il cestino della speranza

25 aprile, Festa della Liberazione. Una testimonianza raccolta da Emerita Cretella

La storia di Ottaviano Pieraccini raccontata dalla figlia Nina

 

Nina, anzi Ninani, come amava chiamarla suo padre Ottaviano Pieraccini in un tenero gioco di parole, aveva sei anni quando lo vide per l’ultima volta: «Ricordo ancora chiaramente il babbo che guardava in alto, verso un palazzo vicino dove io e la mamma ci affacciavamo quando i detenuti cortile del carcere di San Vittore uscivano per l’ora d’aria. Il portiere del palazzo, che sapeva quando uscivano i detenuti, ci faceva salire nel terrazzo così potevamo vederlo. La volta dopo però dal cortile le guardie cominciarono a sparare in aria, qualcuno forse ci aveva notato. Da allora non l’ho più rivisto».

 

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Legalità, pace, cittadinanza. Luoghi vivi dell’onestà

Pubblicato su M. Borrelli-G. Serio (a cura di), "Educare all'onestà oggi nella famiglia, nella scuola, nelle istituzioni", aprile 2011, Pellegrini Editore

Sebbene per natura io non sia onesto,

 lo sono per caso,

di quando in quando.

William Shakespeare

 

Gli altri rimangono, in noi, col loro segreto:

come fuori di noi

Lalla Romano, L’uomo che parlava solo

 

Ci piace pensare all’onestà come un traguardo che può essere raggiunto nella vita di tutti i giorni, ma sappiamo bene che il termine assume più lo spessore dell’utopia che quello della concretezza, altrimenti non potremmo spiegarci tanto le indifferenze sociali quanto gli omicidi e le tante illegalità. Si configura, comunque, come un modo d’essere con il quale designare, e il più delle volte facendo riferimenti a pregiudizi, questa o quella persona. In ogni caso l’aforisma shakespeariano così come il dramma pirandelliano “Il piacere dell’onestà” ci invitano a ripensare le diverse sfaccettature che può assumere l’identità umana, laddove riesce quasi sempre a svelare una verità falsata da ambiguità e ipocrisia, convenzioni e interessi di vario tipo.

 

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Dalle differenze al riconoscimento delle diversità nell'uguaglianza

Il difficile e tortuoso percorso dei diversabili. Il coraggio di chi vive con loro credendo nell'integrazione sociale e lavorativa.

 

La casa di Ioio

 

 

APPROFONDIMENTI:

 

Il docente progettista della formazione di Alessandro Citro

 

Le funzioni e i problemi della valutazione  scolastica

 

L'esperienza dell'INTEGRAZIONE italiana nel contesto europeo

 

Software libero. Una programmazione informatica a misura di scuola

 

La disfasia: alcuni aspetti e problemi

 


Il carcere, dove le confusioni gareggiano con l’inumano

Nel carcere si concentrano le tante marginalità, devianze, diversità della nostra società. Un potpourri di esigenze diverse che difficilmente trovano adeguati riconoscimento e integrazione. Nel carcere regna la confusione di una politica che ondeggia tra sicurezza della pena e dettami dati dall’art. 27 della Costituzione. Le ultime leggi hanno congelato ristrettezze inutili, che piuttosto incoraggiano le recidive. E i dati sociologici sui suicidi, i comportamenti autolesionistici, le condizioni di sovrappopolamento carcerario ci restituiscono ben poco delle ingiustizie e delle sofferenze subite da uomini e donne e finanche bambini in un’istituzione che dovrebbe invece umanizzare. Nel carcere le confusioni gareggiano con l’inumano. Nelle pagine che seguono alcuni articoli e testimonianze.

 

Incontriamoci di Alessandro Citro

In carcere il trionfo della subcultura del più forte di Giuseppe Colazzo

L'insostenibile leggerezza del carcere di Francesca Rennis

In dialogo con i detenuti di Francesca Rennis

Un numero del periodico "DiversaMente" redatto con un gruppo di detenuti del Casa Circondariale di Paola online su ristretti.it, inserito nel progetto "In prospettiva".


L'orizzonte mediterraneo tra crisi e speranze

CON-fusioni si muove tra le sponde del Mediterraneo. Laddove non sembra si riescano ad arginare insurrezioni e aggressioni di un potere ormai tramontato, laddove la comunità europea non riesce ad inserirsi con una politica adeguata diretta all’accoglienza, laddove emerge la paura verso fenomeni migratori inarrestabili potrebbero sorgere, solo se ascoltate e comprese, nuove voci di convivenza civile. Ovvero nuove strategie economiche di contrasto alla crisi legata alla globalizzazione e al liberismo, come ha più volte spiegato Massimo Cacciari. Da quel mare sul quale, affacciandosi sponde diverse, domina l’inquietudine e nasce il logos, spira il vento del cambiamento, il superamento della tecnica e del mercato come forme assolute di dominio nelle relazioni umane. E affacciandomi su queste sponde, la domanda non è solo estetica. L’orizzonte è carico di significati, ancora là per essere ricercati. Il libro di Lucio Saviani, Voci di confine. Il limite e la scrittura, ci offre una prospettiva pregnante dal punto di vista ermeneutico da cui non poter prescindere per ulteriori riflessioni.

 

Il tormento di Ipazia di Raffaele La Cava
Il tormento di Ipazia di Raffaele La Cava

Il tormento di Ipazia, opera di Raffaele La Cava, icona del tramonto della paideia in occidente, come suggerisce il titolo dell'ultimo libro di Michele Borrelli, edito da Pellegrini. Perché tutte le volte che ha prevalso la violenza, la morte, il sopruso, l’annientamento della persona umana sulla ragione, abbiamo potuto constatare una sospensione del senso originario della paideia come senso di responsabilità, di forte pregnanza etica, di senso di appartenenza radicale al genere umano, sfondo umanistico che ha costituito il tratto specifico della cultura occidentale. Il tormento di Ipazia sta nella consapevolezza che la conoscenza è messa sotto scatto dal potere, dal fondamentalismo del vescovo Cirillo, di cui sarà ella stessa vittima. Matematica, astronoma e filosofa, rappresentante della filosofia neo-platonica pagana, insegnava nel prestigioso Museo di Alessandria, viene considerata martire del paganesimo e della libertà di pensiero.

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ALLA BIENNALE DI VENEZIA I DIPINTI DI PINO CHIMENTI

di Francesca Rennis

 

Duecento artisti, unico cosentino. In esposizione alla Biennale di Venezia i dipinti di Pino Chimenti si possono ammirare presso il Padiglione Italia, arsenale di Venezia. Per quanto il progetto ideato da Vittorio Sgarbi sia stato ripetutamente criticato per il modo in cui sono state accalcate le opere, l’opera di Chimenti crea un distinguo riuscendo a raccogliere su di sé l’attenzione che merita.

 

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"VIAGGIOLENTO", UN CANTASTORIE NEI PAESI DEL POLLINO NEL RECUPERO DEI VALORI CONTROCCORRENTE

di Francesca Rennis

 

Quando arte e volontà propongono il recupero di un rapporto con l'ambiente a misura d'uomo. Non per nostalgia ma per ri-fondare comportamenti etici lontani da consumismo, edonismo, tecnicismo.

 

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CEDRO, SHALOM E "FAVORITE". LA SACRALITA' DELL'OSPITALITA' CHE AVVICINA LA NOSTRA CULTURA ALIMENTARE A QUELLA EBRAICA

di Francesca Rennis

 

“Shalom”, una parola antica con la forza dirompente di aprirsi all’interlocutore, agli altri, al mondo. In Calabria abbiamo un termine corrispondente che non è semplicemente “Pace” e che ha a che fare con l’ospitalità alla mensa. “Favorite”. C’è una sacralità legata alla tradizione calabrese che avvicina i due termini, interseca l’umanità di tradizioni e civiltà diverse, e che ci meraviglia perché sgorga dalla testimonianza del rabbino Moshe Lazar della Scuola ebraica “Merkos” di Milano.

 

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Da migrante a cittadino del mondo

Magritte, Uomo senza volto
Magritte, Uomo senza volto

Communitas, comunità, community. Potrebbero sembrare la traduzione di uno stesso concetto e invece rispecchiano cambiamenti di tempo e una traslazione di significato che c’impone di riflettere su come viviamo. E, in particolare, sugli aspetti formali e/o informali con i quali possiamo confrontarci con gli altri. Penso che le nostre comunità viaggino sempre più nella direzione di normalizzare, ridurre, restringere aspetti di inquietudine e irrazionalità imponendo forme di confronto e regole sempre più sganciate da quegli aspetti emotivi, di pietas potremmo dire, che contrassegnavano il termine nella sua accezione latina.

 

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Un viaggio nel vissuto femminile tra sudditanza e immaginazione

Artemisia Gentileschi, Giuditta
Artemisia Gentileschi, Giuditta

Se ci volessimo sbizzarrire alla ricerca degli stati confusionari del nostro vivere quotidiano non avremmo meglio che ricercare l’eterno gioco carico di enigmi e paradossi, sentimenti intensi e contraddittori tra i generi maschile e femminile. Mi sono addentrata in questo ambito, dapprima con molta cautela, poi sempre più curiosa e piena d’entusiasmo. Il risultato è un libro che uscirà, edito da Pellegrini Editori, il 7 marzo 2011.

E così vi propongo un viaggio negli intrecci di relazioni vissute e sofferte dalle donne.

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Esistere nel caos. Città a dis-misura d'uomo

«No. Ai Tropici non ho mai suonato Chopin. Sai, è una musica che mi tocca molto da vicino. Ai Tropici si diventa molto più impressionabili». Una frase tratta da “Le braci” di Sándor Márai (edizione Adelphi del 2003, p. 86) ci introduce al tema della abitabilità. L’uomo cambia rispetto al contesto di vita. L’umanità cambia da parallelo a parallelo.

 

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Un mondo in confusione

Foto di Ferdinando Lepore
Foto di Ferdinando Lepore

Di per sé la parola “confusione” indica uno stato di incomprensione, di cose che creando un miscuglio si fondono tanto da rendere indecifrabile il loro stare insieme. La cultura occidentale, fin dalle origini del logos, si è identificata come quella che tenta di dare ordine, di definire il cosmo dal caos primordiale, di rendere intellegibile il mondo, di dividere in categorie secondo somiglianza o differenza. 

 

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La geometria dei frattali metafora di una confusione apparente

I frattali rendono bene la realtà contemporanea. Nati da una mirabile intuizione del matematico franco-americano Benoit Mandelbrot, i frattali si prestano come rappresentazione geometrica della frastagliata realtà fisica e naturale, ma anche di tutti gli aspetti inerenti la realtà sociale e culturale, sempre più complessa. Ben lontani da quella prima rivoluzione scientifica nata dalla lettura galileiana dell’universo come “grandissimo libro scritto in lingua matematica e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche” (Saggiatore), i frattali nascono dalla ripetizione modulare di una stessa struttura su scale diverse.

 

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(ma è così ovvio!!!!)