"La filosofia non serve a nulla, dirai; ma sappi che proprio perché priva del legame di servitù è il sapere più nobile". (Aristotele)


Un mondo in confusione? Nel blog alcune riflessioni, letture e ri-letture per tentare una comprensione della nostra realtà contemporanea da ottiche diverse. Dai problemi di genere, a quelli dell'emarginazione sociale, alle speculazioni pedagogiche e filosofiche, alle rappresentazioni iconografiche. 


Giornata mondiale in ricordo delle Vittime della Strada

Lungo la strada... prevenzione e sicurezza. Manifestazione del 19 novembre 2017

La targa marmorea in ricordo delle Vittime della strada è stato il momento più significativo della manifestazione pensata con il parroco don Giacomo Minervino e con il volontariato parrocchiale perché dalla pietrificazione del dolore possa nascere ancora il fiore della speranza. La proposta, accolta dal Sindaco Giorgio Maritato, è diventata una Giornata intensa, scandita da momenti di preghiera e di riflessione su modelli di prevenzione socio-culturale. Con la partecipazione delle forze dell'ordine e testimonianze che richiamano comprensione, solidarietà, ascolto.

 

Il report ...

Arginare i comportamenti a rischio


Il viaggio di Andrea, un vero e proprio girovaga(bo)ndo

Se vogliamo comprendere il senso del viaggiare, se non ci accontentiamo di vivere comodamente o in modo lamentoso la quotidianità, dovremmo leggere il libro di Andrea Fucile e ripercorrere la sua esperienza. Ci accorgeremmo che contro ogni asfittica staticità il viaggio dinamizza anche il pensiero, crea relazioni, apre alla diversità, pretende uguaglianza, ma non è il dinamismo dello sviluppo industriale e postindustriale. Non è un’operazione neutra viaggiare per come intende il viaggio Andrea Fucile. Comporta una fatica fisica ed esistenziale – camminare, fare l’autostop, programmarsi l’automantenimento, affidarsi alle persone che s’incontrano, sentirsi spaesati, fare scelte estreme per sopravvivere

 

L’antica arte dell’arrangiarsi per sopravvivere, la patologica incertezza di iniziare un nuovo giorno, senza sapere se si riuscirà a guadagnare un pezzo di pane o un piatto di riso, annebbiano la mente e non leniscono il bisogno di cibo. E quando non lo si ha, né per sé né per i propri cari, si ruba.

 

 

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L'internamento ai tempi del fascismo. Il campo di Ferramonti

Il Campo di internamento di Ferramonti di Tarsia rappresenta l'emblema della politica razzista del fascismo nel Sud e in Calabria in modo particolare. 

 

In questa sezione propongo alcuni miei articoli, tra cui anche la sintesi della relazione che ho tenuto nel corso di una manifestazione regionale a Ferramonti il 25 aprile 2017.

 

Ferramonti di Tarsia: l’ossimoro dell’umanità in un lager fascista

Memoria come resistenza. Una narrazione


Il sogno che con l'arte orafa diventa realtà

La storia di Gerardo Sacco con l'intervista di Francesco Kostner nel libro "Sono nessuno. Il mio lungo viaggio tra arte e vita" (Rubbettino Ed.)

Quando un manufatto diventa opera d’arte, un monile gioiello? La storia di Gerardo Sacco è un esempio di questa trasformazione che valorizza il fare umano. È la storia raccontata nelle pagine di un libro, Sono nessuno. Il mio lungo viaggio tra arte e vita, attraverso l’intervista di Francesco Kostner all’orafo divenuto celebre per aver intuito il tesoro celato nella cultura calabrese. Un tesoro, divenuto rappresentazione plastica nei suoi gioielli.

E’ in definitiva la storia di una vita che ha fatto della calabresità e del Mediterraneo fucina di crescita personale e collettiva. Il protagonista, che è stato anche definito “il “Cellini” di Calabria che crea le gioie delle olive”,  ha narrato le vicende che gli hanno permesso di costruire e realizzare un sogno; il sogno di nessuno?  

Gerardo Sacco, l’orafo che ha saputo varcare i confini nazionali divenendo l’orafo delle dive ma soprattutto riuscendo a far apprezzare e amare la cultura mediterranea, il mito e la magia della Magna Graecia, si percepisce come “nessuno”. Ma si può narrare il sogno di “nessuno”?

 

 

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Rassegna "Un libro tra le mani" - Fagnano Castello

Avere un libro tra le mani è una conquista emotiva ed intellettuale di straordinaria bellezza. Aprirne le pagine e immettersi nel mondo dell'Autore si presenta sempre come un'esperienza unica, impalpabile come le parole impresse con l'inchiostro, feconda di significati per il presente.

Abbiamo avviato un percorso avvincente ed inaspettato e forse per questo anche seguito con curiosità. 

La vicinanza della nuova assessora alla cultura Anna Maria Tarsitano e del sindaco Giulio Tarsitano sono stati fondamentali così come quelli del pubblico che ha risposto con interesse e partecipazione.

 

I primi libri tra le mani ci hanno offerto spaccati diversi su una Calabria che muove tra incertezze e pregiudizi alla ricerca di un'identità matura che non dimentichi gli errori e i vizi di cui troppo spesso si è vestita.

 

Con Liberandisdòmini, scritto con lucida ironia da Pantaleone Sergi, ci siamo immersi nella storia romanzata di un paese qualunque nel quale prende forma realisticamente il fenomeno della "maffia".

 

Potere & Poteri di Attilio Sabato ci ha condotto senza veli, ripercorrendo l'esperienza di infaticabile cronista, nelle dinamiche politiche e sociali per la conquista del consenso politico.

 

Con Le quattro giornate di Catanzaro Alessandro di Virgilio ci ha ricordato fatti che la memoria storica stava accantonando.


Calabria madre d'Italia

Il poema storico di Giovanni Forestiero

La storia della Calabria in rima poetica. Ci ha pensato Giovanni Forestiero con la sua ultima fatica letteraria. Cantore della Calabria e delle sue bellezze, dagli anni ’90 pubblica poesie dando voce alla memoria, incominciando da quella a lui più prossima, quella di Cetraro, il paese in cui vive e opera attraverso diverse iniziative culturali anche come vicepresidente della pro loco “Civitas Citrarii”.

 

Dunque la storia della Calabria in rima poetica, un poema che rispecchia il pensiero di un amore profondo per la sua terra: “Ma perché forse la Calabria non è poesia?” -  sembra, infatti, voglia dirci Forestiero. E di questo poema protagonista assoluta è la Calabria, le cui estremità meridionali, secondo un’antica tradizione, dovevano chiamarsi Italia, da cui nel tempo prese il nome l’intera penisola. Un sentire che rende solido lo stare e il restare fondato sulla ricerca delle proprie radici.

Quello che Forestiero ci propone è un viaggio in prospettiva storica tra i luoghi che non sono rovine, ma pietra viva che racconta atmosfere ed eventi antichi. Forestiero raccoglie questo racconto che diventa una poesia itinerante o meglio un racconto viandante. Esprime un “sentimento del luogo”.

 

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Salvatore R. Viola, tra poesia e architettura

Si tocca con mano la creatività e la passione con cui Salvatore Rino Viola fronteggia due passioni importanti della sua vita, l’architettura e la poesia. Se vogliamo comprendere questo poeta nelle sue più ampie sfaccettature non possiamo dimenticare la sua professione di architetto, così come neppure la sua tensione verso l’oltre che si affaccia nella sua produzione artistica.

Dalla poesia, raccolta diversi volumi, possiamo cogliere aspetti di una ricerca di musicalità che rimanda sempre ad altro. Un autore che da un sottofondo d’ansia e inquietudine costruisce con le attitudini proprie dell’architetto il proprio orizzonte di senso.

 

In queste pagine a lui dedicate, prenderò in esame i testi Per amore e per gloria  (2014) ed Esempi di Arte moderna. Per una città dell’immagine (1994).

 

 

Recensione


Sull'eccidio di Acquappesa

 

 

DIMENTICATA LA CELLA DEI DISERTORI

Ora è un magazzino occasionale

 

Pubblicato su cosenzainforma.it

 

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In scena con la Compagnia della Rosa

DIETRO LE QUINTE DI "VITTIME DI GUERRA"

Le impressioni della neoregista Italia Caruso

 

Pubblicato su cosenzainforma.it

 


La Rete universitaria per il Giorno della memoria

Intervista a Paolo Coen

 

In occasione della Giornata della memoria 2017 ho avuto modo di approfondire il quadro metodologico entro cui si muove ormai dal 2011 la Rete universitaria per il Giorno della memoria con il professore Paolo Coen, allora ricercatore presso l’UniCal, e ora docente di Storia dell’arte moderna presso l’ateneo di Teramo, tra i promotori dell’iniziativa.

 

Tra l’altro, Coen ha creato un sito internet per la divulgazione delle proposte della Rete, da dove è possibile reperire anche materiali originali, frutto della sua personale ricerca (http://paolocoen.blogspot.it/)

 

 

L'intervista

 

La mostra "Vedere l'Altro, vedere la Shoah" a Carolei (CS) presso il Parco storico del ninfeo mercoledì 25 gennaio 2017

 

Articolo sulla mostra

 


REFERENDUM 4 DICEMBRE 2016... e chi se lo dimentica!

 

Per quanto fin qui detto e fatto, considero un atto di coerenza interna prendere posizione a favore del NO. Sono, infatti, convinta che i cambiamenti apportati alla nostra Carta costituzionale provocheranno, qualora passasse la riforma Renzi-Boschi, un'involuzione della coesione sociale già messa in crisi dalla fragile congiuntura economica globale e dai processi di immigrazione.

 

L'INIZIATIVA: Ombrellone per ombrellone

 

 

APPROFONDIMENTI:

  • "Referendum...almeno 6 motivi per il NO" di Silvio Gambino e Walter Nocito - docenti UniCal di Istituzioni di Diritto Pubblico. Articolo apparso su Il Quotidiano del Sud di giovedì 4 agosto 2016, p. 18

        Il dibattito:

  • "Le 13 ragioni per votare SI" di Enrico Caterini, docente UniCal
  • "Diagnosi e terapie" di Silvio Gambino e Walter Nocito

 

Emendamento di Carlo Galli alla riforma costituzionale sulla DELIBERAZIONE DELLO STATO DI GUERRA DA PARTE DEL PARLAMENTO

 

 

Per una più ampia informazione rimando al sito nazionale dei Comitati per il NO:


Ascoltate i miei figli. Un raggio di solo nell'impossibile

E' uscito il mio secondo libro con introduzione del prof. Giuseppe Magurno e tavole in acquerello del maestro Francesco Bulzis. Dopo essermi occupata in Nessuno mi chiese mai  della comunicazione disfunzionale tra i due generi e della violenza sulle donne, in quest'ultimo affronto il tema dell'ingiustizia sociale e del dolore che provoca sulle persone. Il libro comprende un breve saggio e poesie accomunati da una ricerca di comprensione del presente, laddove si costruiscono muri di divisione, sofferenze e lutti. Un testo costruito nel tempo, parallelamente a studi e letture sul pensiero meridiano, la Shoah, le tensioni tra legalità e legittimazione delle leggi, globalizzazione e responsabilità etica, i limiti della democrazia e i pericoli dei fondamentalismi. Il testo vuole essere un richiamo alla tolleranza, alla condivisione, all'ascolto delle nuove generazioni, quelle che stanno subendo e continueranno a subire perdite esistenziali ed economiche, ma anche una sollecitazione alla memoria etica.

 

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La recensione del prof. Roberto Musì anticipa questa pubblicazione.

 


L'indicibile libertà

L'esperienza educativa nella Casa Circondariale di Paola in questo saggio che ho avuto il piacere e l'onore di vedere pubblicato su I sentieri della ricerca, Rivista di Storia Contemporanea diretta da Angelo Del Boca, n. 19/20, Torino, pp. 159-181


 «Il vero viaggio di scoperta

non consiste nel cercare nuovi paesaggi,

ma nell’avere nuovi occhi».

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto

 

Difficile trovare un carcere all’interno di uno spazio cittadino. L’architettura carceraria corrisponde ad un pensiero ancorato nelle radici storiche dell’occidente, come ha dimostrato in diverse opere Michel Foucault. Quegli spazi vuoti tra l’edificio e la sua città ricalcano, come un fossato intorno al suo castello, sentimenti e pregiudizi, paure e oppressioni che attendono di essere guariti. Spazi vuoti ovvero senza tracce di integrazione con la città.

 

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La musicalità "esoterica" della Divina Commedia

Per quanto possiamo sforzarci di comprendere e apprezzare un testo come la Divina Commedia, ne percepiamo pur sempre una certa lontananza, un qualche elemento sfuggente, sfocato, difficile da mettere a fuoco per i nostri occhi di contemporanei immersi in forme culturali sempre più disciplinari e ghettizzate, e così possiamo solo lontanamente intravedere la sovrapposizione di tensioni, paradigmi e conoscenze di quel tempo.

 

Il testo di Adriana Sabato apre un varco in questa dimensione “composta” e “composita” della Divina Commedia dantesca.

Lo intravede, forse ancora in lontananza, ma indica una strada ancora da esplorare pienamente. Quella di individuare il sostrato culturale, originario, da cui derivano assonanze e dissonanze musicali dei versi. Laddove, ad esempio, raccoglie i richiami a voci pitagoriche e agli aspetti polisemici dei versi.

 

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Il feudo del Pantano e di Acquappesa

di Leonardo Iozzi

Nel mio lavoro Cetraro – Notizie storiche,  Mit. Cosenza 1973, in merito alla conferma della donazione del nostro paese all’Abbazia di Montecassino, affermavo che, nel 1090 Cetraro «aveva dei confini ben precisi che andavano dal fiume di S. Maria Lascosa al fiume Acqua Putrida (oggi Fiume Bagni) e dalle cime dei monti al mare».

 

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Francesco Bulzis, l'arte come denuncia

Francesco Bulzis è un artista eclettico che sa trasferire nelle diverse tecniche utilizzate, dall'acquerello all'olio alla scultura, emozioni e ragioni. Un'esperienza artistica che lo porta dal piccolo centro calabrese di Cetraro, dove ha frequentato la bottega del maestro Luciano Landi, pittore impressionista del Novecento, anche in paesi di culture diverse per rintracciarvi, oltre la quotidianità, i segni dell'umano trascurati dai poteri globalizzati e dalla corsa al profitto.

 

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Vittorio Sereni, la Shoah come sottofondo

Le poesie di uno dei maggiori letterati del Novecento italiano su Germania e Olanda dopo lo Sterminio, tratte dalla sezione Apparizioni e incontri del testo Gli strumenti umani.

 

Poesie proposte da Manuela Magurno nella sua tesi di Laurea Lettura de "GLI STRUMENTI UMANI" di Vittorio Sereni, UniCal, A.A. 2006-2007

 

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Le emozioni nell'educazione alla legalità

Le emozioni hanno una loro sapienza. La consapevolezza di sé che conduce all’autodeterminazione intenzionale e progettuale non può prescindere dalla trama emozionale della propria esistenza. Quella stessa che condiziona in modo mai neutrale le nostre percezioni e la nostra conoscenza del mondo.

 

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La RECENSIONE su NEWZ.IT e sul blog


Oltre il nichilismo, oltre il bullismo

Episodi eclatanti, spettacolarizzati dall’onda mediatica dovrebbero invece trovare una mediazione diversa, essere compresi, contestualizzati in modo diverso rispetto alla semplice notizia di cronaca. Gli effetti di emulazione a tanto clamore sono scontati. E così, gli ultimi fatti relativi al cyberbullismo e bullismo scolastico, che hanno indotto al suicidio le vittime designate dal branco, reclamano solo una fugace attenzione senza lasciare spazio a riflessioni ulteriori.

 

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La bellezza come movente etico. Eco-riflessioni

Recensione al libro

Statale 18

di Mauro F. Minervino

 

Se non ci fosse la Statale 18 gli spostamenti sarebbero molto lenti, si dovrebbe ancora usare parte di quella vecchia statale nata sulle ceneri della borbonica Strada per le Calabrie che asseconda le pendici dei monti dal Pollino fino alla catena costiera dell'Appennino Paolano. Non ci sarebbe turismo di massa con gli ingorghi estivi e non ci sarebbero stati neppure abusivismo e quella speculazione edilizia che si presenta nelle forme di complessi turistico-alberghieri, villaggi turistici, centri commerciali. Se non fosse stata costruita quest’arteria tanto imponente, esorbitante, non ci sarebbe stato l’ampliamento e lo snaturamento dei centri storici, ormai abbandonati a se stessi e il fuggi fuggi verso realtà economiche più fluenti per il mercato.

 

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MA QUANTI FEMMINICIDI?

Recensione al libro

Banditi e schiave. I femminicidi

di Arcangelo Badolati e Giovanni Pastore

 

Ma quante sono le forme di femminicidio? Già il contatto con la copertina di questo libro pone una domanda impellente. Ma le domande si accavallano man mano si va avanti con la lettura perché si vorrebbe capire da dove nasce tanta brutalità sul genere femminile.

 

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Alla ricerca di frammenti identitari, fa capolino                        la Calabria alternativa


 

                  

 

 

UN CANTASTORIE ALLA RICERCA DI IDENTITA'

Biagio Accardi porta “Viaggiolento” e “Cantu, cuntu…” al Teatro dell’Acquario sabato 9 novembre a partire dalle ore 15

 

di Francesca Rennis

 

“Pigliàti posto genti!! E’ arrivatu lu cantastorie… gira li chiazzi di li paisi pi vi cuntari fatti, cunti, leggendi“. E’ il biglietto da visita con cui si presenta Biagio Accardi durante il suo “Viaggiolento”  tra i paesi del Pollino. Una figura del nostro tempo, eppure fuori dal tempo. Una maschera contemporanea che muove i suoi passi per invitare a seguirlo. Ma qual è l’identità di un cantastorie? Cosa ci racconta in questi tempi dove la velocità impazza nelle nostre vite perché “chi arriva prima – dice un proverbio – meglio alloggia”.

 

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"VIAGGIOLENTO", UN CANTASTORIE NEI PAESI DEL POLLINO NEL RECUPERO DEI VALORI CONTROCCORRENTE

di Francesca Rennis

 

Quando arte e volontà propongono il recupero di un rapporto con l'ambiente a misura d'uomo. Non per nostalgia ma per ri-fondare comportamenti etici lontani da consumismo, edonismo, tecnicismo.

 

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Porta del sangue - Guardia P.
Porta del sangue - Guardia P.

Il 5 giugno si commemora la strage dei Valdesi avvenuta a Guardia Piemontese nel 1561. Per non dimenticare la violenza inaudita subita da una popolazione povera e dedita alla preghiera e al lavoro ad opera della Chiesa di Roma.

 

 

Il movimento valdese

La tolleranza, un fiore della memoria storica

450 anni fa la strage dei Valdesi. Un monito per il futuro

di Francesca Rennis

 

Testimonianza del Pastore valdese di Cosenza Vincenzo Sciclone

Dai preziosi archivi di Paolo Gonzales


“La libertà che guida il popolo” di Delacroix e la sua copia

Spunti per una riflessione

«Non c’è bisogno di armi, di violenze fisiche,

di costrizioni materiali.

Ma uno sguardo. Uno sguardo che sorveglia

e che ciascuno, sentendolo pesare su di sé,

finirà con l’interiorizzare». 

Michel Foucault

 

La copia di un’opera d’arte è anch’essa opera d’arte? Cosa distingue l’autenticità di un’opera d’arte? E’ sufficiente la perfezione di una riproduzione artistica perché questa diventi opera d’arte? Domande che s’intrecceranno ai contenuti di un’opera straordinaria come fu quella di Eugene Delacroix divenuta modello per la statua della Libertà a New York e duplicata dall’artista di origine cetrarese Antonio Occhiuzzo, su richiesta di un acquirente.

 

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Il cestino della speranza

25 aprile, Festa della Liberazione. Una testimonianza raccolta da Emerita Cretella

La storia di Ottaviano Pieraccini raccontata dalla figlia Nina

 

Nina, anzi Ninani, come amava chiamarla suo padre Ottaviano Pieraccini in un tenero gioco di parole, aveva sei anni quando lo vide per l’ultima volta: «Ricordo ancora chiaramente il babbo che guardava in alto, verso un palazzo vicino dove io e la mamma ci affacciavamo quando i detenuti cortile del carcere di San Vittore uscivano per l’ora d’aria. Il portiere del palazzo, che sapeva quando uscivano i detenuti, ci faceva salire nel terrazzo così potevamo vederlo. La volta dopo però dal cortile le guardie cominciarono a sparare in aria, qualcuno forse ci aveva notato. Da allora non l’ho più rivisto».

 

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Legalità, pace, cittadinanza. Luoghi vivi dell’onestà

Pubblicato su M. Borrelli-G. Serio (a cura di), "Educare all'onestà oggi nella famiglia, nella scuola, nelle istituzioni", aprile 2011, Pellegrini Editore

Sebbene per natura io non sia onesto,

 lo sono per caso,

di quando in quando.

William Shakespeare

 

Gli altri rimangono, in noi, col loro segreto:

come fuori di noi

Lalla Romano, L’uomo che parlava solo

 

Ci piace pensare all’onestà come un traguardo che può essere raggiunto nella vita di tutti i giorni, ma sappiamo bene che il termine assume più lo spessore dell’utopia che quello della concretezza, altrimenti non potremmo spiegarci tanto le indifferenze sociali quanto gli omicidi e le tante illegalità. Si configura, comunque, come un modo d’essere con il quale designare, e il più delle volte facendo riferimenti a pregiudizi, questa o quella persona. In ogni caso l’aforisma shakespeariano così come il dramma pirandelliano “Il piacere dell’onestà” ci invitano a ripensare le diverse sfaccettature che può assumere l’identità umana, laddove riesce quasi sempre a svelare una verità falsata da ambiguità e ipocrisia, convenzioni e interessi di vario tipo.

 

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Dalle differenze al riconoscimento delle diversità nell'uguaglianza

Il difficile e tortuoso percorso dei diversabili. Il coraggio di chi vive con loro credendo nell'integrazione sociale e lavorativa.

 

La casa di Ioio

 

 

APPROFONDIMENTI:

 

Il docente progettista della formazione di Alessandro Citro

Le funzioni e i problemi della valutazione  scolastica

L'esperienza dell'INTEGRAZIONE italiana nel contesto europeo

Software libero. Una programmazione informatica a misura di scuola

La disfasia: alcuni aspetti e problemi


Il carcere, dove le confusioni gareggiano con l’inumano

Nel carcere si concentrano le tante marginalità, devianze, diversità della nostra società. Un potpourri di esigenze diverse che difficilmente trovano adeguati riconoscimento e integrazione. Nel carcere regna la confusione di una politica che ondeggia tra sicurezza della pena e dettami dati dall’art. 27 della Costituzione. Le ultime leggi hanno congelato ristrettezze inutili, che piuttosto incoraggiano le recidive. E i dati sociologici sui suicidi, i comportamenti autolesionistici, le condizioni di sovrappopolamento carcerario ci restituiscono ben poco delle ingiustizie e delle sofferenze subite da uomini e donne e finanche bambini in un’istituzione che dovrebbe invece umanizzare. Nel carcere le confusioni gareggiano con l’inumano. Nelle pagine che seguono alcuni articoli e testimonianze.

 

Incontriamoci di Alessandro Citro

In carcere il trionfo della subcultura del più forte di Giuseppe Colazzo

L'insostenibile leggerezza del carcere di Francesca Rennis

In dialogo con i detenuti di Francesca Rennis

Un numero del periodico "DiversaMente" redatto con un gruppo di detenuti del Casa Circondariale di Paola online su ristretti.it, inserito nel progetto "In prospettiva".


L'orizzonte mediterraneo tra crisi e speranze

CON-fusioni si muove tra le sponde del Mediterraneo. Laddove non sembra si riescano ad arginare insurrezioni e aggressioni di un potere ormai tramontato, laddove la comunità europea non riesce ad inserirsi con una politica adeguata diretta all’accoglienza, laddove emerge la paura verso fenomeni migratori inarrestabili potrebbero sorgere, solo se ascoltate e comprese, nuove voci di convivenza civile. Ovvero nuove strategie economiche di contrasto alla crisi legata alla globalizzazione e al liberismo, come ha più volte spiegato Massimo Cacciari. Da quel mare sul quale, affacciandosi sponde diverse, domina l’inquietudine e nasce il logos, spira il vento del cambiamento, il superamento della tecnica e del mercato come forme assolute di dominio nelle relazioni umane. E affacciandomi su queste sponde, la domanda non è solo estetica. L’orizzonte è carico di significati, ancora là per essere ricercati. Il libro di Lucio Saviani, Voci di confine. Il limite e la scrittura, ci offre una prospettiva pregnante dal punto di vista ermeneutico da cui non poter prescindere per ulteriori riflessioni.

 

Il tormento di Ipazia di Raffaele La Cava
Il tormento di Ipazia di Raffaele La Cava

Il tormento di Ipazia, opera di Raffaele La Cava, icona del tramonto della paideia in occidente, come suggerisce il titolo dell'ultimo libro di Michele Borrelli, edito da Pellegrini. Perché tutte le volte che ha prevalso la violenza, la morte, il sopruso, l’annientamento della persona umana sulla ragione, abbiamo potuto constatare una sospensione del senso originario della paideia come senso di responsabilità, di forte pregnanza etica, di senso di appartenenza radicale al genere umano, sfondo umanistico che ha costituito il tratto specifico della cultura occidentale. Il tormento di Ipazia sta nella consapevolezza che la conoscenza è messa sotto scatto dal potere, dal fondamentalismo del vescovo Cirillo, di cui sarà ella stessa vittima. Matematica, astronoma e filosofa, rappresentante della filosofia neo-platonica pagana, insegnava nel prestigioso Museo di Alessandria, viene considerata martire del paganesimo e della libertà di pensiero.

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ALLA BIENNALE DI VENEZIA I DIPINTI DI PINO CHIMENTI

di Francesca Rennis

 

Duecento artisti, unico cosentino. In esposizione alla Biennale di Venezia i dipinti di Pino Chimenti si possono ammirare presso il Padiglione Italia, arsenale di Venezia. Per quanto il progetto ideato da Vittorio Sgarbi sia stato ripetutamente criticato per il modo in cui sono state accalcate le opere, l’opera di Chimenti crea un distinguo riuscendo a raccogliere su di sé l’attenzione che merita.

 

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CEDRO, SHALOM E "FAVORITE". LA SACRALITA' DELL'OSPITALITA' CHE AVVICINA LA NOSTRA CULTURA ALIMENTARE A QUELLA EBRAICA

di Francesca Rennis

 

“Shalom”, una parola antica con la forza dirompente di aprirsi all’interlocutore, agli altri, al mondo. In Calabria abbiamo un termine corrispondente che non è semplicemente “Pace” e che ha a che fare con l’ospitalità alla mensa. “Favorite”. C’è una sacralità legata alla tradizione calabrese che avvicina i due termini, interseca l’umanità di tradizioni e civiltà diverse, e che ci meraviglia perché sgorga dalla testimonianza del rabbino Moshe Lazar della Scuola ebraica “Merkos” di Milano.

 

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Da migrante a cittadino del mondo

Magritte, Uomo senza volto
Magritte, Uomo senza volto

Communitas, comunità, community. Potrebbero sembrare la traduzione di uno stesso concetto e invece rispecchiano cambiamenti di tempo e una traslazione di significato che c’impone di riflettere su come viviamo. E, in particolare, sugli aspetti formali e/o informali con i quali possiamo confrontarci con gli altri. Penso che le nostre comunità viaggino sempre più nella direzione di normalizzare, ridurre, restringere aspetti di inquietudine e irrazionalità imponendo forme di confronto e regole sempre più sganciate da quegli aspetti emotivi, di pietas potremmo dire, che contrassegnavano il termine nella sua accezione latina.

 

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Esistere nel caos. Città a dis-misura d'uomo

«No. Ai Tropici non ho mai suonato Chopin. Sai, è una musica che mi tocca molto da vicino. Ai Tropici si diventa molto più impressionabili». Una frase tratta da “Le braci” di Sándor Márai (edizione Adelphi del 2003, p. 86) ci introduce al tema della abitabilità. L’uomo cambia rispetto al contesto di vita. L’umanità cambia da parallelo a parallelo.

 

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Un mondo in confusione

Foto di Ferdinando Lepore
Foto di Ferdinando Lepore

Di per sé la parola “confusione” indica uno stato di incomprensione, di cose che creando un miscuglio si fondono tanto da rendere indecifrabile il loro stare insieme. La cultura occidentale, fin dalle origini del logos, si è identificata come quella che tenta di dare ordine, di definire il cosmo dal caos primordiale, di rendere intellegibile il mondo, di dividere in categorie secondo somiglianza o differenza. 

 

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La geometria dei frattali metafora di una confusione apparente

I frattali rendono bene la realtà contemporanea. Nati da una mirabile intuizione del matematico franco-americano Benoit Mandelbrot, i frattali si prestano come rappresentazione geometrica della frastagliata realtà fisica e naturale, ma anche di tutti gli aspetti inerenti la realtà sociale e culturale, sempre più complessa. Ben lontani da quella prima rivoluzione scientifica nata dalla lettura galileiana dell’universo come “grandissimo libro scritto in lingua matematica e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche” (Saggiatore), i frattali nascono dalla ripetizione modulare di una stessa struttura su scale diverse.

 

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(ma è così ovvio!!!!)